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CronacaCultura

50 anni di Radio RDM: storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta

Alessia Ricci | 17 Marzo 2026

Radio RDM, storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta

Silla di Gaggio Montano – Cinquant’anni fa le radio libere non esistevano. Oggi, celebrare il mezzo secolo di Radio RDM non significa solo festeggiare un traguardo aziendale, ma anche rendere omaggio a una voce che ha fatto la storia dell’Appennino. Sabato 14 marzo, presso la polisportiva di Silla di Gaggio Montano, a due passi dalla sede della radio, l’emittente nata a Monteacuto delle Alpi il 28 febbraio 1976 ha spento le sue prime 50 candeline circondata da istituzioni, collaboratori storici e amici, confermando il suo ruolo di presidio informativo e sociale insostituibile.

L’evento, intitolato “50 anni di Radio RDM: storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta”, è stato l’occasione per celebrare il percorso compiuto in questo primo mezzo secolo, presentare gli eventi celebrativi in programma nel 2026, ma anche per aprire una riflessione sul futuro della Radio che da sempre ricopre un ruolo sociale fondamentale per l’Appennino.
“Se ci pensiamo bene, RDM è stata il primo vero social network della nostra montagna”, è stato sottolineato durante l’intervento principale, “un modo per tenersi in contatto a distanza, proprio come facciamo oggi con le piattaforme digitali”.

Nata infatti come mezzo per unire gli ascoltatori tra le valli, oggi RDM agisce come essenziale anello di congiunzione, collegando istituzioni, associazioni e attività commerciali agli ascoltatori e al tessuto sociale dell’Appennino.

Questa funzione di collante territoriale è stata testimoniata dalla presenza sul palco di Giuseppe Pucci, sindaco di Gaggio Montano, comune in cui ha sede la radio, e Paolo Maini, assessore alla cultura di Lizzano in Belvedere (in rappresentanza della sindaca Barbara Franchi), dove la radio è nata e cresciuta. Entrambi hanno ricordato con emozione gli esordi dell’emittente, celebrandone l’evoluzione e il valore attuale.
Giuseppe Pucci ha commentato: “RDM si è evoluta e si è strutturata in maniera perfetta. In questi anni ha formato gli anticorpi per resistere e andare oltre. Dà voce al territorio con professionalità e fa da filtro contro le fake news”.
Paolo Maini, nato e cresciuto proprio a Monteacuto, ricorda: “RDM è stata un punto di riferimento per noi: se adesso ho un microfono in mano e non mi viene voglia di scappare e riesco a parlare è perché ero anche io un DJ di RDM e ho passato lì la mia adolescenza”.

A dimostrazione di questo forte legame col territorio, sono stati chiamati sul palco anche Silvia Bernabei e Marco Gualandi di CNA Bologna, che hanno rimarcato quanto RDM sia un’attività artigiana per natura e luogo in cui opera, oltre che un esempio di resilienza.

Il direttore generale di BCC Felsinea, Andrea Alpi, ha paragonato il ruolo che radio e banca hanno avuto, con attenzione e passione, sul territorio: la radio 50 anni fa, e la banca 120 anni fa, per prime hanno dato voce (e credito) alla montagna, come nessuno aveva mai fatto fino ad allora.

Sono intervenuti anche i rappresentanti di alcune associazioni con cui RDM collabora: il dottor Andrea Milani per ANT, Renzo Zagnoni, presidente del gruppo studi “Nueter” e Azzurra D’Agostino fondatrice dell’associazione culturale “SassiScritti”, che cita le parole di uno scrittore (J. Lester): “fare radio libera è una forma d’arte dove le onde sono la tela bianca, il produttore l’artista, il suono è la pittura” e aggiunge “il quadro che esce da questa radio sono 50 anni di ritratti della nostra terra”.

Volendo rimanere fedele alla sua natura, Radio RDM ha organizzato il convegno come se fosse un programma radiofonico e, in quanto tale, è iniziato con un contributo audio sulla nascita delle radio libere, facendo ascoltare la sigla di inizio trasmissioni dei primi anni di RDM: Radioactivity dei Kraftwerk. Sono poi stati ripercorsi i momenti salienti della storia della radio: dagli inizi a Monteacuto, al cambio societario e trasferimento a Silla negli anni ’90 con il nuovo gruppo di soci guidati dal Presidente Giorgio Mattarozzi, che tuttora ricopre tale ruolo. È stato il suo intervento a concludere la mattinata:

“Sono orgoglioso della grande partecipazione di pubblico a testimonianza dell’affetto e della fiducia che le persone ripongono nei nostri confronti. Voglio ringraziare chi ha fondato RDM, chi l’ha consolidata negli anni e la squadra che la guida oggi con orgoglio. Grazie ai miei soci, ai collaboratori e a tutti i nostri inserzionisti, che, investendo su di noi, hanno reso possibile questo lungo viaggio”

Prima del brindisi finale sono stati presentati gli eventi in programma nel 2026 per il cinquantenario: una festa a Silla il 10 e 11 luglio, l’installazione di una targa a Monteacuto realizzata dagli scalpellini di Montovolo, il Cammino di RDM che verrà inaugurato ad inizio estate, una festa da ballo al Dancing Barilani di Querciola a dicembre e infine la presentazione del libro sui 50 anni della radio.

Il convegno ha visto la partecipazione di istituzioni locali e regionali, a testimonianza del legame indissolubile tra l’emittente e la comunità.
Presenti, oltre a Giuseppe Pucci di Gaggio Montano e Paolo Maini di Lizzano in Belvedere, anche i sindaci dei comuni vicini: da Vergato Giuseppe Argentieri, da Castel d’Aiano Rossella Chiari e poi Giuseppe Nanni di Alto Reno Terme e Daniele Bertacci di Castel di Casio e molti assessori. In rappresentanza della Regione vi era Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea Legislativa. Oltre a lui i consiglieri Marta Evangelisti e Marco Mastacchi.

 

Lo staff di RDM e alcuni storici speaker di Monteacuto

 

Written by Alessia Ricci

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