Interviste Redazione

Luoghi del Cuore  FAI – Borgo di Chiapporato, Camugnano

Luoghi del Cuore FAI – Borgo di Chiapporato, Camugnano

Per la decima edizione torna il censimento del FAI, il fondo ambiente italiano, su “I Luoghi del cuore”. Tutti i cittadini, in Italia e all’estero, sono chiamati a votare i posti italiani che amano di più e che vorrebbero vedere tutelati e valorizzati. Quest’anno è possibile indicare il “luogo del cuore FAI” fino al 15 dicembre 2020.

Oggi su CASA RDM abbiamo parlato di un altro luogo dell’Appennino bolognese in gara nel censimento nazionale del Fondo Ambiente Italiano:

BORGO FANTASMA DI CHIAPPORATO

Quest’anno sarà possibile votare anche per il BORGO di CHIAPPORATO, nel comune di Camugnano, a pochi chilometri dal lago di Suviana.

Clicca PLAY e ascolta l’intervista a Pietro Ottanelli, presidente dell’associazione I RAGAZZI DEL LIMENTRA con cui oggi abbiamo scoperto il borgo fantasma della valle del Limentra.

Per votare Chiapporato vai sul sito del FAI, clicca qui sotto

https://www.fondoambiente.it/luoghi/chiapporato?ldc

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A PROPOSITO DI CHIAPPORATO…

Chiapporato è un piccolo borgo disabitato del comune di Camugnano (BO) interdetto alla circolazione dei veicoli a motore. Si trova a quota 856 m s.l.m. immerso nel bosco dell’Appennino Tosco-Emiliano, a sud della frazione di Stagno, in prossimità del confine con la regione Toscana e la provincia di Prato, sulle pendici occidentali del Monte Calvi. Le sue origini si possono far risalire al primo secolo dell’anno 1000. Infatti, il toponimo Chiapporato è documentato per la prima volta nel 1145 quando qui aveva possessi l’Abazia di S. Salvatore di Vaiano. Abitato a lungo da carbonai, pastori e boscaioli, oggi è meta di itinerari turistici ed escursionistici. L’ambiente è aspro e l’abitato, prevalentemente diroccato, ha il fascino delle cose perdute di un mondo oramai lontano: resiste ancora un antico lavatoio, il forno, la buca della posta e apprezzabili segni di antiche targhe sui ruderi delle case. La chiesa dedicata a San Giovanni Battista, sovrastante il borgo, è stata restaurata nel 2005, dando speranza ad un ulteriore recupero del paese, e portando in paese finalmente anche l’energia elettrica, assente fino ad allora. Caratteristico è il piccolo cimitero (del 1847) adiacente. Il paese è stato abitato fino al 2013 da solo due persone, madre e figlia, le due donne che vivevano con l’allevamento di conigli, pecore e galline, erano le uniche rimaste di una famiglia di pastori. Oggi giorno il borgo merita di essere riqualificato, in quanto ormai da anni vi regna l’incuria e la costante assenza di attività umana.

Alessia Ricci

Giugno 5th, 2020

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